dunque, da dove cominciare. san francisco e’ super fica, hayward, dove abita luca, un po meno, bisogna dirlo. una suburbia un po sciatta e con facce losche oppure ottuse. la natura e’ super invece, colline rigogliose che non ti aspetteresti mai in california, boschetti e un sole caldo ma aria fresca.
*biiiiiip —piccola interruzione: si perdoni il mio pessimo italiano, senza verbi o punteggiatura
dicevo, poi purtroppo ci si e’ rotta la macchina, dev’essere qualche congiunzione astrale di quando io e luca ci incontriamo, rompiamo sempre le macchine. quindi gli ultimi giorni che ci volevamo fare in giro, ce li simao un po bruciati. in compenso l’ultimo giorno, ovvero ieri, siamo riusciti a noleggiare una macchina per un giorno e siamo andati a santa cruz, localita`di mare a un’oretta da san francisco, pieno di surfisti e nn si sa bene perche’ ma anche di punk. super giro carino, peccato che la sera eravamo mezzi bruciacchiati dal sole e io dovevo prendere l’aereo all’1.40. ero cotta come uno scampo bollito, cosi ho dormicchiato un po prima di partire e poi…via!
durante il volo ho dormito, apro gli occhi e sono in messico, rincoglionita come non mai. in aeroporto code infinite per controllo passaporti eccetera, da morire, ma riesco ad uscire viva e a trovare il terminal degli autobus, per andare in citta’. il famoso terminal e’ un edificio tutto nuovo e fico, con dentro due squinzie dietro al bancone che fanno da bere e mangiare. in compenso il bus e`una roba incredibile- una baracca con le ruote, io chiaramente sono l’unica europea li dentro, dopo 2 fermate e`pieno zeppo di gente e io mi tengo in braccio lo zainone. mi riaddormento con relativa bava alla bocca e mi sveglio alla antigua camionera, la stazione dei bus, dove prendo un altro mezzo fino in centro. benedetta sia la lonely planet, che per quanto mi faccia cacare averla comprata, salva la vita in svariate situazioni.
niente, qui all’ostello tutto ok, meno male c’e’ poca gente perche’ da quanto ho capito di solito e’ il delirio.
dopo aver dormito un pochino ho fatto un gir per la citta.
1) fa un caldo porco e io sono rincoglionita a duemila, tra ansiette magoncini sbalzi di temperature aerei eccetera
2) citta abbastanza caotica ma al contempo i messicani mi hanno dato l’impressione di essere persone tranquille e svaccate ( lo dico perhce a tute le panchine a cui mi abbarbicavo, ovvero ogni 200metri, c’era sempre gente che cazzeggiava, di ogni genere o eta’.
be per il resto aspetto di riprendermi e vedere in iro un po di piu,
seguono aggiornamenti