Brino

quando ero piccola, i miei fratelli furono mandati dai miei genitori per alcuni giorni da Brino, un contadino che aveva la sua fattoria non so dove vicino a Vittorio Veneto. Dico vicino ma non ho idea di dove sia la casa di Brino, e a me a quell’epoca sembrava un posto lontanissimo. Be’ io ero troppo piccola per andarci cosi sono rimasta a casa. Di quei giorni ho ricordi molto vaghi, pero’ ho questa immagine della stanza che era mia e di mia sorella, vuota e silenziosa.
Brino era un contadino di quelli seri, e i miei fratelli ci erano stati mandati immagino per una qualche paturnia fricchettona dei miei, che avranno pensato che poteva essere formativo per loro vivere una settimana in una fattoria.
Il risultato e’stato che mia sorella, piu’ piccola di mio fratello, passava le giornate tirando entusiasta le mammelle delle mucche e giocando nel letame, mio fratello invece, notoriamente uomo temerario e impavido, passava le notti piangendo perche’ voleva tornare a casa.

Tutto cio’ per dire ai miei fratelli che ora anche io ho superato la prova di forza, pássando una settimana dai Brini messicani.
Sono in una fattoria a fare questo famoso WWOOFing, parola che ha suscitato incertezze e scatenato le piu sfrenate fantasie sul suo significato. No, non centra niente coi cani (che fanno wwoof wwoof?!?) Significa in realta semplicemente lavorare come volontari in fattorie in cambio di vitto e alloggio.
Il posto e’ super, si chiama Finca 3 mundos, un posto bellissimo a 2400 metri di altitudine dove una coppia (lui messicano lei amricana/iraniana) hanno costruito la loro casetta e vivono con due asini, 3 pecore ( a cui ho tagliato le unghie!!!!) 2 cani, 1 gatto, e svariate bellissime galline (si, le galline e i galli possono essere bellissimi!). Mi pare la squadra sia al completo.
In questi giorni stiamo costruendo una casa di argilla, per l’esattezza sara’ la cucina per i volontari. Noi stiamo dormendo in una cabaña anche quella di argilla troppo bella, che hanno costruito i ragazzi e i volontari un annetto fa circa.
Alla finca non c’e’ elettricita’ e la sola acqua calda che c’e’ per la doccia e’ scaldata da uno scalda acqua a legna. anche se non si direbbe, perche sono in messico, fa un freddo boja e la sera stiamo con la felpa e il maglione. piove tanto tutti i giorni perche sta iniziando la staone delle piogge. non ci sono specchi, cosi il mio specchio e’ vivente e non mi assomiglia, ha la barba lunghissima e gli occhi molto piu scuri dei miei. forse solo siamo magri uguali. dormo sotto 3 coperte e ho i vestiti zozzi, ho le mani tutte rovinate e sbucciate, mangio tantissimo e sono leggera e felice, anche senza lampadine.

il cerchio si chiude, il viaggio sta per finire, dopo mesi in cui mi sono scervellata pensando al ‘che fare della mia vita’, mi sono detta che forse cosa si fa non e’ cosi importante, ma che essere felici ora e adesso e’ quello su cui ci si dovrebbe concentrare.
credo che andro’ a mangiarmi un churro.

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scatti scarlatti

 

 

  

 

 

  

 

 

 

mani lesse dopo un pomeriggio nelle terme ´fuentes georginas’, Quetzaltenango, Guatemala

tramonto sul cimitero di Chichicastenango, Guatemala

mai dormito in un letto cosi comodo e kitsch contemporaneamente! Antigua, Guatemala

Antigua, Guatemala

canyon del sumidero, Chiapas

Sito archeologico di Tonina’, Ocosingo, Chiapas

cascate nella giungla, Palenque, Chiapas

Ho incontrato Tarzan nella giungla. Mi ha pregato di dire a quante piu persone possibile che non e’ vero che se la faceva con Jane, che in realta’ gli piace un casino la banana. 

Palenque

Alba a Tulum, Quintana Roo, Yucatan

hai detto per caso mar dei caraibi?

casa

 si chiama Pedra, e’ la custode di chichen itza’.

chichen itza’, Yucatan

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hay que calor!

pensavate che fossi morta sotto i cicloni tropicali, e invece…ta ta!
be e`da un secolo che non scrivo, o almeno cosi mi pare. da nebaj cè`stato huehuetenango che non e` uno scherzo ma si chiama davvero cosi, ultima tappa guatemalteca con un po di paranoie che poi pero sono passate fuggendo su un bus che correva veloce.
poi sono di nuovo in messico, e confesso che mi mancava la sua tamarria e le sue quesadillas.
san cristobal de las casas, chiapas, troviamo per caso un ostello super bello e la citta´ e`davvero super bella pure, cosi ci fermiamo un po di giorni. non sono andata a trovare gli zapatisti, un po per circostanze varie ed eventuali un po perche di andare a fare le foto alle donnine col passamontagna non mi pareva proprio il caso. in compenso, per la prima volta, io e rocco cediamo al >TOUR organizzato per andare a vedere un canyon a un’oretta dalla citta. ci dicono che costa meno con l’agenzia che andando soli, quindi, proviamo!
su di una lancha, ovvero una barchetta, una massa di cretini (per lo piu americonzi, guardacaso) con salvagente arancione a fare foto a coccodrilli e scimmie. che vergogna! il posto `pero c’e’ da dire che e’ stupendo, un canyon alto 800 metri e un fiume in mezzo, posto da togliere il fiato!
vabene, regali e regalini dalle donnine maya che fanno il mercatino dell’artigianato, compriamo una tenda stra usata dal tipo dell’ostello che si chiama pancho (un personaggio) e pronti a ripartire direzione jungle!
palenque, sito archeologico maya sperso nel mezzo della giungla. si si, tipo mowgli quando viene rapito dalla scimmia re luigi!
nell’"ostello" (– un tetto di foiglie di cocco  in mezzo a alberi alti 50 metri e scimmie urlatrici) re incontriamo un tipo inglese che era in ostello con noi a san cristobal, nonche’ una spagnola e un’argentina anche loro in ostello con noi a sancri ( cosi la chiamano quelli cool). la mattina dopo ci incontriamo e andiamo insieme verso le rovine. bisognava camminare qualche chilometro e loro prima, passano per delle cascate di cui gli hanno parlato, per farsi un bagno. andiamo con loro e troviamo finalmente le cascate, bellissime anche se piccoline, dove ci facciamo tutti la miglior doccia delle nostre vite. la giungla parla forte con suoni di uccelli incredibili, la mia mente deformata dalla modernita’ pensa a suonerie di cellulari, pensa te, ormai il mondo gira al contrario. le piante sono gigantesche, tutto e’ di un verde da sembrare finto. camminiamo a caso nella giungla per un po finche non sentiamo voci in lontananza, siamo dentro palenque e non abbiamo pagato un solo peso. le piramidi sono alte, e gli alberi le superano comunque di molti metri. com’e’ possibile??
i ragazzi si fanno intortare da un tipo che va in giro per il sito a vendere funghetti ai turisti, vogliono mangiarsi i funghi e andare con lui a fare il tour della giungla ( a pagamento ovviamente).
meno male che sono sempre scettica, io e rocco non ci facciamo  convinvere, ma decidiamo di accompagnarli visto che una di loro era preoccupata. come previsto i funghi erano un mezzo pacco e io mi sentivo in empatia con la natura quanto loro, in compenso il giro e’ stato super figo e il tipo ci ha mostrato piante e alberi incredibili. (poi cerco di caricare qualche foto). per conculdere la giornata, bagno in altre cascate. uauuuuu.
poi si riparte, una tirata fino a tulum che sono tipo 1000 km. il pulman fico costa un delirio, cosi visto che siamo rabbini ci facciamo intortare a prenderne uno che costava la meta’. quando arriva non ci crediamo, e’ distrutto e cessoso e puzza di morte. quando saliamo tutti i messicani ci guardano con tanto d’occhi visto che di solito i turisti prendono quelli fichi. 
viaggio improbabile di 12 ore su questo coso, che ci deposita a tulum alle 6 del mattino. un’alba di quelle che non te le dimentichi, con il cielo rosso piu del fuoco. 
(foto!!)
come sempre non sappiamo niente di come funziona tulum, cosi ci facciamo portare fino a vicino le rovine dal pulmino, pensando che poi fosse vicina la zona degli ostelli. cazzo che fatica! eranjo tipo 2 o 3 km, solo che con gli zaini che ad ogni tappa si appesantiscono di piu, e alle 6 del mattino dopo quel viaggio, be mica facile. in piu c’e’ un dettaglio: mentre camminiamo con direzione piuttosto sconosciuta, iniziano ad assaltarci le zanzare. uso questa parola perche avevamo una NUVOLA di quelle orribili bestie che inizia a seguirci. panico!
ma anche sta votla soravviviamo e quando troviamo una stradina che va verso il mare ci infiliamo subito. . . . .. . . . 
il caribe.
alle 7 del mattino mi sto facendo il bagno in mutande dentro una cosa che mi pare una piscina gigante, perche mare non puo essere bello cosi e di questo colore. 
spedizione in spiaggia a capire come funziona la faccenda, perche qui non si vedono alberghi ne ostelli come previsto! incontro invece due fricchettoni messicani, entrambi accampati in spiaggia, che mi dicono che non c’e’ problema ad accamparsi. evvai>!!!!!
grazie a pancho e alla nostra nuova tenda, ci accampiamo anche noi. sotto un boschetto di palme, con davanti la spiaggia bianca da accecarti gli occhi e poi solo il mare. pochissimi turisti, liberta
unici problemi sono i prezzi allucinanti e le zanzare. cosi andiamo in spedizione in paese a comprare provviste, solo che bisogna passare per il cosi ribattezzato "tunnel della morte" ovvero la strada delle zanzare. pantaloni lunghi, felpa, autan, sotto il sole cocente dei caraibi le affronto e le batto. 
5 giorni a non fare niente se non bagni in questa cazzo di acqua meravigliosa e mangiare le provviste, a costruire un tavolo con legna trovata e foglie intrecciate, a raccogliere corallo-. si si, invidiatemi pure, hahahahah
ultimo giorno ci permettiamo di andare (con l’orribile tour) a fare snorkeling sulla barriera corallina. ragazzi che rroba!!! mi sembrava di stare guardando un documentario sui pesci di geo&geo, e invece no, ero io, che impavida ( il mare mi fa un po paura perche penso che ci siano gli squali e usare il boccacglio pure perche sento il mio respiro come quello di dart fenner in guerre stellari uuu uuuu uuu )
dicevo, che impavida, nuoto tra pesci tropicali e coralli viola. che figata
ripartiamo, in autostop di nuovo dopo tanto, ci prendono una famigliola di messicani bellissima, su una macchina devastatissima, lei ci racconta la storia della sua vita, la bambina ci fa il verso per come parliamo, lucas, il papa’, guida in silenzio con la luce del sole che scende contro gli occhi neri.
siamo a chichen itza, una delle sette meraviglie del mondo, una piramide altissima e costruita seguendo indicazioni astronomiche, perfetta, cazzo se la sapevano lunga sti maya. caldo porco, turisti ecc, ma ne valeva la pena. ripartiamo in stop con due matti che si bevono litri di birra alle 11 del mattino, ma come sempre persone deliziose e di una gentilezza che ci lascia a bocca aperta, ed eccoci a Merida. 
strano rivedere palazzi alti, strade trafficate, dormiamo finalmente in un letto con un materasso, ventilatori e tutte le cose belle della citta. 
un bacio sciolto da questa terra rovente
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Guatemala e tosse

bene, vediamo se ce la facciamo. qui la corrente va e viene per via della pioggia e un bambino di 4 anni cerca di spegnermi il computer, come se non bastasse il diluvio, mentre a tratti alterni cerca di darmi baci appassionati. chissa dove l’ha visto fare.
breve riepilogo delle ultime due settimane guatemalteche. in linea di massima non sono state super uau, piu che altro per vari acciacchi che hanno un po bloccato la situazione. scaghetta, febbre, tosse, raffreddore si sono alternati con costanza. sia io che rocco ci siamo ammalati di robe varie, probabilmente per lo sbalzo climatico tra messico (eravamo al mare e c’erano 40 gradi all’ombra) e qui in guatemala, dove invece siamo stati sempre in zona montagnosa e fa freddino. tra l’altro da quanto ho capito un sacco di gente la sciolta se la piglia in guatemala piu che in messico, noi compresi che avevamo superato entrambi valorosamente la prova. .
in piu un po di stanchezza allo scoccare del secondo mese di viaggio si e’ fatta sentire, e mi e’ venuta voglia di fermarmi per un po. ma non ho trovato il posto adatto, quindi mi sento un po trascinata da una parte all’altra ma sempre un po stanca. il guatemala in piu, essendo molto piccolo, ha un turismo estremamente concentrato in alcuni posti estremamente turistici oppure tutti gli altri sono colonizzati da associazioni di volontariato (sopratutto americane) dove o ci vai per lavorare o sei in paesini dimenticati dal mondo dove non puoi fare molto. ecco in questo momento mi trovo in un posto che corrisponde alla seconda descrizione.
nebaj, 1900 metri di altitudine (mi piace essere precisa quando si parla di altitudini) in mezzo alle montagne e popolato al 90% da maya, come tutto il guatemala del resto. siamo in un ostello gestito da un americano di 60 anni che si fuma 8 pacchi di sigarette al giorno e ha un enfisema polmonare (un piacere) che ha questa associazione "mayan hope" che si occupa di vari progetti di aiuto e sostegno alla popolazione locale. insomma abbastanza bella come cosa, oggi siamo andati a vedere la scuola che hanno per bambini speciali, cosi c’e’ scritto sulla porta, dove ci sono bambini down, ciechi, con difficolta motorie e altro ancora. non se la devono spassare molto bene qui. be a parte questo qui a nebaj non c’e’ molto da fare, se non passeggiate, ma ecco, il tempo non permette molto visto che dalle due del pomeriggio a notte inoltrata diluvia e fa freddo. be ecco tutto cio per dire che domani ce ne andiamo, ci spostiamo a huehuetenango, ultima tappa guatemalteca, e poi si ritorna verso le terre messicane, direzione san cristobal de las casas, chiapas, a vedere un po come se la spassa marcolino! Poi abbiamo scritto a varie fattorie in Messico dove fare wwoofing, ovvero lavorare come volontari in cambio di vitto e alloggio in fattorie che si occupano in linea di massima di permacultura e agricoltura biologica ecc. mi piacerebbe fermarmi un paio di settimane, un po perche a corto di soldi ed energie, un po per vedere un po come si sta in una bio-fattoria in messico. non si sa mai che poi ci torno per fare la mia…

il Guatemala, pensieri sparsi.

la gente: tutti estremamente gentili e sorridenti, i guatemaltechi sono molto meno tamarri dei messicani. meno gel nei capelli, meno musica tarra sparata ai 2000000 decibel (e’ questa no la unita di misura?!?!), meno di tutto tranne che di bonta’. ma parliamo della taglia della popolazione guatemalteca: diciamo che noi, e per noi intendo me, che non sono esattamente una cavallona, sono sempre la piu alta e che i turisti occidentali li riconosci perche spuntano dalla massa di almeno venti centimetri. hanno delle mani microbiche! il 60% della popolazione e’ maya, il restante 40 ladinos, pero nelle zone rurali la percentuale di indigeni e’ quasi del 100%. Infatti siamo stati in posti in cui tutti ( in particolare le donne) sono vestite alla maniera tradizionale, bellissime, gonna lunga fino a sotto le ginocchie fatta di stoffa arrotolata intorno ai fianchi tenuta da una cintura, e camicette a maniche corte ricamate tutte a mano coloratissime. uno spettacolo. poi sono tutti molto piu belli di media che in messico, dove diciamo che la selezione genetica non e’ che abbia proprio dato i suoi frutti migliori. le donne, i bambini, i vecchi, vedi dei visi bellissimi e che danno l’idea di essere "usati", non come noi che sembriamo appena tirati fuori dall’imballaggio. Le donne sono le regine dei mercati, ognuna ha una sua bancarella, ovvero la frutta e verdura per terra e loro tutto il giorno inginochiate li, con lo sguardo sereno e le mani rovinate dal lavoro. portano sopra la testa contenitori e cose di ogni tipo, ceste stracolme di cose che peseranno 40kg.
I bambini li mandano a lavorare quando sono piccolissimi, lustrascarpe, venditori ambulanti, di tutto. Tante volte hanno scarpe grosse 3 taglie in piu dei loro piedi e sembrano degli adulti in miniatura da come si muovono e da come ti guardano.

il cibo: per molte cose e’ simile a quello messicano, ovvero pollo, vacca e maiale in tutti i modi e le forme. le tortilla sono ancora piu onnipresenti, bianche o verdi, ogni 10 metri c’e’ una signora che le fa per strada. sembra stiano applaudendo ritmicamente mentre pigiano la pallina di pasta.
il guatemala e’ un paese ricchissimo d’acqua (anche se il 97% delle sue acque sono contaminate…) e per questo offre una quantita incredibile di verdure e frutta fantastici. ho scoperto la patata dolce che qui si chiama camote, il mio cibo preferito ormai, lo fanno anche fritto tipo patatine ed e’ squisito.
l’altro cibo di cui mi nutro colazione pranzo e cena, visto che qui non ci sono le quesadillas messicane, sono i popusas. oddio che bbbbuoooniii!!!! sono praticamente dei tortini fatti della pasta delle tortilla dove ci mettono dentro del formaggio e lo fanno alla piastra, per poi servirlo con sopra insalatina di cappuccio, un cucchiaio di salsa di pomodoro e un po di piccante (cazzo se picca!) in cima.
insomma in generale una cucina che usa molto di piu le verdure, anche se i must sono chiaramente tortilla, frijoles, e carnazze varie.

bus: ecco, se io pensavo di aver toccato il fondo con gli autobus sconquassati messicani, mi sbagliavo di grosso. avete presente lo school bus giallo americano anni ’70, quello classico, quello dei simpson insomma? ecco, qui gli autobus sono tutti cosi. ma non nel senso che sono di quello stile, ma nel senso che quando entrano in disuso negli USA, li mandano attraverso il messico qui, dove vengono modificati dentro e ridipinti fuori, tutti diversi uno dall’altro ma tamarri uguali, a suon di fiamme rosse e gialle e scritte religiose di ogni tipo. poi, il guido ha sempre un aiutante, sempre, (che chiameremo AdG) che passa a prendere i soldi ai passeggeri e che di solito sta davanti tutto sporto in fuori (la porta sta sempre aperta) a gridare alla gente che passa la destinazione del pulman. come se andare in autobus avesse bisogno di pubblicita’…be’ in effetti e’ come andare in giostra!
ecco questi bus, essendo appunto degli anni 70, una volta su due si sfasciano, puzzano di freni bruciati e dal motore escono fumate nere. a volte si ferma un secondo per buttare acqua fredda sul cofano che frigge, a volte l’aiutante scende in corsa compra dell’olio dal negozio li accanto e risale sempre al volo. la caratteristica comune di tutti i guidi guatemaltechi e’ che vanno come pazzi, ma davvero come pazzi, tipo sorpasso-in-curva-contromano-in-mezzo-ad-una-nuvola-con-visibilita-inferiore-ai-3-metri. e la gente riesce a dormire….
i sedili sui pulman sono tipo divanetto da una persona e mezza-2. ecco, di solito ce ne sono almeno 3 sedute, e se uno e’ un po culone riesce a sedersi nel corridoietto tra le due file. ti dici che l’aiutante non riuscira MAI, ma proprio MAI, a passare a raccogliere i soldi. e invece si!!!!!
bambini che sboccano (meno male che avevo dei sacchetti nello zaino che gli ho passato giusto in tempo, ahahahha), altri che dormono infilati nel tessuto sulle spalle delle madri sbattendo la testa dappertutto ma non fanno una piega. ecco come temprare una intera generazione!
be si e poi non ho detto che tutti i "bagagli" della gente vengono messi sul tetto del bus dall’AdG ad una velocita incredibile e che li riporta giu quando la gente scende. ho messo le virgolette perche molte volte il bagaglio sarebbe una cesta piena di galline che si agitano e beccano dappertutto. In guatemala infatti le galline oggi sono tutte coraggiose, per una ovvia selezione naturale avvenuta negli anni a seguito di questi viaggi folli sui tetti degli autobus.
il mio zaino credo fosse vicino ad un cesto con una gallina poco coraggiosa dentro, perche’ e’ tutto sporco, credo sia cacca di gallina impaurita.

per il resto che aggiungere, ah si, il Guatemala e’ anche pieno di americani, purtroppo. ma pieno da fare paura, pieno che sono ovunque e detengono il monopolio delle organizzazioni di volontariato, pieno che ad Antigua, la citta piu ricca del guatemala, senti parlare piu inglese che spagnolo per strada, con i loro pantaloni cortissimi che non hanno abbastanza neuroni per accorgersi che qui nessuno va in giro mezzo nudo o scosciato.Insomma pieno.

Una parentesi su Antigua, citta’ bellissima (l’unica citta coloniale guatemalteca) e moolto internazionale. Be avevo scritto a un tipo di couchsurfing se ci ospitava, ma avevo dato un occhio veloce al suo profilo e niente piu. Questo Luis ci ospita, e cosi quando arriviamo ad Antigua dopo averlo aspettato qualche ora, ci viene a prendere, "I’m in a big white car" mi dice, per riconoscerlo. Gia mi fa strano, perche qui big cars non e’ che se ne vedano tante. Luis, una persona gentilissima, ci porta a casa sua, e meraviglia delle meraviglie! una villa gigante con 80 stanze con letto con lenzuola di seta e 500 cuscini e bagno in camera con acqua bollente ( una rarita in guatemala) e cucina stupenda e salotto con dvd e wii e popcorn di quelli da mettere in microonde e si fanno in un minuto. occazzzzooo!!!!!!!!!!!!!!!
be un piacevolissimo soggiorno (a parte la mia febbre) che mi ha fatto un po patire il ritorno alla sempre cara poverta’!
ma insomma, nel posto dove sono ora, per quanto povero e senza lussi, fanno da mangiare zuppa di asparagi e riso con tofu e verdure per 3 euro in tutto, che goduria!

bene credo di aver finito il racconto del giorno,
vi abbraccio tanto a tutti voi che state leggendo, se ci siete (si mama lo so che tu ci sei!!) e a presto, senza regali ma con tante storie da raccontare

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fotin fotine

 rocco mangia tostadas con guacamole,queso e lattuga varia in un bugigattolo nel mercato di oaxaca

Mazunte, spiaggia da sogno desertica

 

Una colazione a base di frijoles e huevos (fagioli e uova strapazate con cipolla e pomodoro). da bere… una noce di coco gigante!!!

autostop in mezzo al nulla

 hehe..che buono il mango

 

centrale eolica gigantesca al confine tra oaxaca e chiapas

boca del cielo

tramonto

ma che buono e’ il cocco?soprattutto quando aperto da noi con un signor machete

temporale tropicale, Boca del cielo

la frontiera guatemalteca, solo pedonale!

il guatemala sembra il giardino dell’eden, ricchissimo d’acqua. oggi siamo andati in camminata sul volcano santa maria, nella foto, e quel che sembra foschia e’ che in realta eravamo dentro le nuvole. 

guatemala e nuvole?

 

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SUR

insomma, in breve, sono in Guatemala. Quetzaltenango precisamente, la seconda citta del guatemala dopo la capitale, circa 150 mila abitanti ma sembra un buco. sara`che ieri era il primo maggio  e oggi e`domenica, ma la sensazione che ho avuto e`di un posto mooolto piu tranquillo del messico. la gente e`incredibilmente gentile, grandi sorrisi e gente che si offre di aiutarti senza che nemmeno tu abbia chiesto nulla. molta la poverta, gente semplice, cibo semplice, case semplici, ma non per questo tristi o deprimenti. anzi, se e`vero  che a noi maledetti freacchettoni piace dire che la poverta`e`fica e ci piace avere le mani sporche per sentirci piu del pueblo, se sei povero dalle nostre parti non te la passi bene. con questo non dico che qui sia tutto rose e fiori, pero c’e`la sensazione di fondo che nonostante non abbiano una cippa di minchia, la gente non se la passa poi male qui.
la citta e`carina ma niente di speciale, a parte il mercato, che ovviamente io e Rocco abbiamo girato in lungo e largo 85 volte provando cibi strani, verdure e frutta esotici, e sentendoci dei giganti. perche qui la gente e`davvero piccola!! super buffo perche sembrano tutti nani, e a volte ti chiedi se tra il gruppo di bambini che incroci ci sia anche la mamma di mezzo (be, anche perche la mamma di solito ha 14 anni, quindi magari e`bassa pure per quello) oppure no. la domanda e`: ma secondo te quella e`una bambina o una donna piccola?
be da mazunte, che credo sia stato l’ ultimo aggiornamento che avevo scritto, ci siamo diretti a boca del cielo, un posto al mare sulla costa del chiapas i direzione guatemala. me ne avevano parlato tempo fa, ma per qualche motivo questo nome mi era rimasto in mente. ah si, in tutto cio devo dire che stiamo facendo poco autostop ultimamente, per vari motivi:
1 il caldo. da quando siamo scesi dall’enorme altopiano che e’ tutto il messico centrale, e siamo arrivati sulla costa a mazunte, il caldo e’ diventato allucinante. si suda come porcelli, anzi come tutto quel chicharron che si vede friggere ovunque  (*chicharron: cibo adorato dai messicani, si tratta di pelle di porco fritta che si mangia ovunque per strada come patatine fritte con salsa e kechup. mmm che profumino,,,,)
insomma, caldo da morire
2 le strade. se nelle zone piu a nord dove ero stata prima c’erano delle strade piu o meno normali, piu si scende piu sono disastrate e soprattutto desertiche. quindi dopo una, due, tre volte che ci ritrovavamo nel mezzo del nulla a fare autostop in una strada in cui non passavano macchine se non bus o taxi, be, diciamo che ci siamo un po scassati la minchia.
3 il chiapas. tutto il messico pullula di polizia di ogni sorta, ma ce ne sono davvero tanti. mai quanto il chiapas pero, dove addirittura ci sono posti di blocco lungo le statali. a questo proposito, apro una parentesi

ecco la storia divertente del mese: stavamo andando in autostop da mazunte a boca del cielo appunto, su questa strada statale dove al´’inizio avevamo avuto un culo da paura perche un tipo ci aveva portati per 150km lisci lisci ( ah si, tra l’altro dopo aver passato la notte in un posto a caso, Juchitan, perche il giorno prima per varie altre storie non eravamo riusciti ad arrivare. notte passata in un ‘albergo’ assurdo, pieeeno di scarafaggi grandi come una mia mano e con un caldo che pensavamo di morire. comunque…), insomma questo tipo ci lascia in un posto lungo la strada dove c’era un bivio, chiaramente in mezzo al nulla, chiaramente all’1 del pomeriggio sotto un sole cocente. cosa c’era in questo bivio? un blocco militare!evviva! ma io e Rocco non ci facciamo intimorire, e ci mettiamo a fare il dito (il pollice, non il medio!!!!) con i militi dall’altro lato della strada che iniziano a puntarci da lontano. ad un certo punto uno dei militi ci viene incontro e ci chiede i documenti, noi glie li mostriamo e ci chiede di andare con lui sotto la tettoia dove stavano sti militi, in mezzo al bivio. andiamo e parliamo col capo, un tipo coi baffi e la faccia da scemo come tutti i militi che ci chiede chi siamo cosa facciamo da dove veniamo ecc. va be tra l’altro i nostri passaporti non e’ che aiutino molto in queste situazioni, visto che io nella foto sono praticamente pelata a zero e con la faccia da spettro e rocco e’ un fricchettone coi rasta. mmmmhh!!
insomma il tipo ci lascia andare e noi torniamo sotto il nostro albero rinsecchito a cercare un po d’ombra e una cazzo di buon’anima che ci raccolga.
dopo un po, un altro milite ci si avvicina, e rocco mi fa: oddio ci sta portando dell’acqua. questo arriva e ci dice che era il vice chef e che il corpo militare di non so che minchia ci offriva una bottiglia di succo di mango fatto da loro (!!!). noi, imbarazzati, accettiamo ringraziando la bevanda degli dei: succo di mango ghiacciato, un litro e mezzo. yeeee. ma non contento il militino ci invita a mangiare con loro, dice: perche ora ammazziamo il pollo quindi se volete unirvi a noi siete invitati. a questa, rifiutiamo gentilmente e ringraziamo mille volte
auauauuaahahahahauauahaa
ci siamo pisciati addoso da ridere per mezz’ora. finalmente qualcuno ci carica, e si riparte. poi insomma ancora mille giri, passando per una regione in cui ci sono solo alberi di mango, e questa e’ la stagione, quindi ci siamo riempiti la borsa di manghi squisiti caduti dall’albero, siamo passati per paesini dimenticati dove la gente ci guardava come alieni, abbiamo preso 600 mezzi .Andre’ Breton aveva ragione quando ha detto del messico ‘un paese surrealista’.
dopo un giorno passato a puerto arista, che si trova vicino a boca del cielo e un tipo incontrato per strada (siculo, mannaggia a loro!!) ci aveva consigliato. posto di merda. abbiamo trovato una pizzeria di due italiani pazzi da legare che ci hanno intortati con le loro follie tutta la sera (e la pizza era pure cattiva) e siamo morti di caldo. il giorno dopo scappiamo a boca del cielo, a 20km da li, una striscia di terra sottilissima, un’isola, a meta tra una laguna e l’oceano.
dei ragazzi hanno un posto tipo ‘ostello’, dove ci sono cabaña i dove puoi dormire sull’amaca in riva all’oceano, sono un collettivo, il posto e’ super tranquillo e miracolosamente non infestato da malefici hippy. la ‘isola’ e’ larga tipo 100metri, puoi vedere da una parte all’altra, da una parte, l’acqua ferma e calma della laguna. dall’altra la potenza dell’oceano. li e’ veramente incazzato, non si poteva stare in acqua piu giu che alle ginocchia perche le onde sono cosi forti che ti tirano a largo. pazzesco. be abbiamo passati 5 giorni li, perche si stava troppo bene, non c’e’ nulla, ma intendo proprio nulla, se non alberi di noci di cocco all’infiinito. abbiamo, cioe, vabbene, ammetto, rocco ha imparato ad aprirle col machete come fanno i messicani, cosi passavamo le giornate a giocare a pin pong e berci il cocco con la cannuccia. eh si, la vita e’ proprio dura!
in quei giorni ho fatto mille disegni, non ho fatto altro praticamente , sono molto felice dei miei disegni, stanno prendendo forme inaspettate e soprattutto sono pieni di colori. quindi grazie a tutti quei colori che mi sono stati regalati prima della mia partenza, che anche se pesano un sacco nello zaino ( ho dovuto portare tutti quelli che avevo, non potevo scegliere) mi stanno servendo molto.
insomma i giorni a boca del cielo sono stati super belli e intensi anche se pieni di niente. abbiamo fatto un fuoco sulla spiaggia e ci siamo cucinati il pesce, si si, poi l’abbiamo mangiato, si lo so, ma era un momento speciale in un posto speciale. e soprattutto, abbiamo pagato 3 pescioni 5 pesos ovvero tipo 30 centesimi di euro. hahaahahah
be poi ripartiti, viaggio lungo di 12 ore (per fare 400 madonna di km!!) e siamo arrivati qui. qui intorno e’ pieno di vulcani infatti domani andiamo a farci una camminata, poi tra un paio di giorni lago di atitlan che a quanto pare e’ uno dei posti piu belli del mondo ma anche pieno di gringos, e poi chissa.
ho sempre meno voglia di tornare se non per rivedere tutti. mi mancate bastardi!
abbracci abbracci e abbracci

 

 

ps: aggiornamenti intestinali –giorni di caghetta Olga 1- Rocco 0—-MALEDETTOOOOOO

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0 m

dopo un mese ad altitudini non umane, eccomi. 0 metri sul livello del mare, ci sono di fronte.
e’ l’oceano pacifico e sembra di stare in paradiso.
tornando indietro, da santiago apoala, (le cascate bellissime bla bla) siamo arrivati a Oaxaca, citta molto bella ma che in verita ho trovato un pochino deludente rispetto ai commenti entusiastici che avevo sentito. forse un po infighettita, ecco, rispetto a quel che mi aspettavo. pienissima di turisti e un po fichetta. in ogni caso, mi e’ piaciuta molto, soprattutto i suoi mille mercati. i mercati qui, come in ogni posto del mondo secondo me, sono splendidi. ho avuto la fortuna di avere un compagno di viaggio a cui piacciono i mercati tambien, quindi abbiamo passato giornate intere a scoprire cose li dentro, nonche a farci fottere da tutti i bancarellai che non vedevano l’ora di incrociare dei gringos.
quattro notti in ostello, in camerata perche qua siamo sempre piu poveracci, con mille persone in una sola stanza. A tal proposito un aneddoto e’ necessario. la terza notte, io e R* ci eravamo addormentati insieme nel lettino sotto del letto a castello in sta famosa camerata, ci svegliamo di botto in piena notte perche un tipo si era avvicinato al nostro letto e apriva e chiudeva ante e cassetti del comodino. boh!! un secondo dopo, si era tolto pantaloni e mutande ed era NUDO accovacciato accanto al nostro letto. al che gli diamo pacche sulla spalla e gli diciamo OH OH vattene! ma questo simpatico ubriacone si mette a fare pipi proprio li sul comodino a 20cm da noi. cerchiamo di spintonarlo ancora un po finche si decide e si allontana. svuotera’ la sua vescica (era moolto grande e piena) sul comodino accanto al suo di letto, a 2 m da noi. oddio. be, ecco, la quarta notte abbiamo preso una stanza privata, sfiancati dalle esperienze delle notti prima. poi si riparte, in autostop un pezzo e l’altro in pullman ( siamo stati fermi in mezzo alla "federale" per un’oretta sotto il sole a picco, prima di deciderci a prendere un mezzo. numero di auto di passaggio all’ora: 6!?!?!?). ci fermiamo a San Jose del pacifico, paesino di 500 abitanti a 3000m di altitudine dimenticato da tutto e tutti, tranne…..dalla lonely planet! che puntualmente ci lascia lo zampino, ovvero turisti e prezzi molto piu alti del normale. ma insomma, il posto merita, in mezzo a montagne altissime e verdissime, troviamo una cabaña fatta tutta in legno che profuma di resina e bosco, un lettino e nient’altro. e’ il paradiso. un paio di giorni a respirare aria buona e farci camminate (in realta questo posto e’ conosciuto per i suoi funghi allucinogeni, ma noi, per fare gli alternativi tra gli alternativi, ce ne freghiamo), e di nuovo partiamo. dei 14 tipi diversi di pulman che potevamo prendere, chiaramente scegliamo il piu scrauso e economico. 3 ore di strada (150 km) tutta a curve con la marmitta che pareva stesse per staccarsi per scendere da queste splendide montagne. la pazienza che dopo un po se ne va a fanculo e il caldo che aumenta ogni metro. l’aria si fa densa, pesante, calda, umida, la vegetazione cambia. dalla sera col maglione addosso, al giorno dopo a schiattare di caldo. eccoci, siamo ai tropici. insomma dopo un viaggio tormentato arriviamo a Mazunte, posto conosciuto da tutti i backpackers fricchettoni del mondo e ottimo posto per surfare. avevamo trovato su couchsurfing una scuola di yoga qui, che ci aveva accettati come ospiti. quindi, eccoci qui!!nel covo degli hippies! il posto e’ stupendo, una "casa" senza pareti ne’ muri, solo un tetto di paglia su un terrazzone enorme, in cima alla collina di fronte all’oceano. sono una decina di persone, tutti occidentali e viaggiatori che si sono fermati per un po qui. c’e’ una cucina comune, delle amache, dei bagni (li ci sono i muri) e loro fanno 4 ore al giorno di yoga. di notte si dorme per terra, su delle coperte, e sotto le zanzariere. sotto un cielo pienissimissimissismo di stelle e il rumore dell’oceano a pochi metri di li. oggi tutto il giorno a sciaguattare nell’acqua, godendoci questo mare caldissimo e questo sole incredibile (si, mi sono ustionata gia una ventina di volte). il cibo e’ molto piu economico che piu a nord, quindi per ben due pasti di seguito sono riuscita a non mangiare quesadillas, che era diventata la mia dieta giornaliera (le quesadillas sono tipo piadine fatte di farina di mais con dentro formaggio.e’ il cibo piu semplice, economico, e senza carne che si trovi in giro).
insomma mi guardo intorno e penso di stare in paradiso, il livello di necessita’ si abbassa, non ho piu bisogno di niente, il cervello rallenta e mi dico che forse la vita vera e’ questa.
ps- no, non mi sto trasformando in una fricchettona!!!
pps- anche io vorrei avere notizie dall’italia, non solo il contrario. non e’ che io sto rischiando di morire ogni 5 minuti e voi no! occio al tram quando attraversate la strada!!!!!baciiii
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Santiago Apoala

Immaginate il paradiso terrestre, ecco si, piu’ o meno Apoala e’ cosi’.
Cascate di 60 metri acqua cristalliina che sembra il mar dei caraibi,
canyon con un fiume che passa in mezzo. a vederlo dall’alto, in mezzo a
montagne secche e brulle a un certo punto si vede una linea di alberi
verdissimi e dei campi incredibilmente fertili. e’ il fiume che ci passa
in mezzo. I mixtechi dicono che qui sia nata l’umanita’, e io ci credo.
vabbe, bando alle ciance e alle descrizioni, guardate le foto e
mangiatevi le mani.heehhe

 

ops—problemi tecnici. non riesco a mettere le altre foto. sara per la prossima.

besos

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foto

un’acquazzone messicano, poche ore fa, a Nochistlan, posto dimenticato da ogni divinita’ esistente o meno. 

In autostop.

 

 

Fili elettrici, Citta’ del Messico.

Probabilmente la foto non rende, ma per decine di chilometri, tra Tehuacan e Huajuapan, non si vedeva altro che montagne piene di questi cactus che sembrano peli sul dorso di un animale alieno. 

 

Questa mattina.

 

l’"hotel"  di ieri sera. Non che quello di oggi sia molto meglio, anzi….ahhahaha

alla prossimaaaa

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caccole &co

Bene eccomi a Puebla. Abitanti 1,5 milioni, altitudine, tipo 2000 metri.
Ma facciamo un passo indietro (sta frase fa molto documentario di Piero Angela, anzi no, Albertino. jeejjeje)
Morelia, circa una settimana fa: arriviamo al pomeriggio ma stiAMOin giro fin verso le 8 perche il tipo sappiamo che prima ha da fare. da buoni barboni io e Davog non prendiamo il bus che costa 5 pesos (circa 30 cent di euro) ma andiamo a piedi con gli zaini. be tipo camminata di un’ora, diomaledetto. il tipo che ci ospita e` un super christ, infatti fa tardi perche era a cantare al coro della chiesa. pesera 150 chili perche fa football americano e tipo e÷ suuuper pompato. insomma dormiamo a casa sua 3 notti e sono super gentili e tutto ma ci sono crocifissi ovunque in casa e io, be ecco, diciamo che non mi sento proprio a mio agio. la madre, che sembra miss piggy (ah si, non ho detto che carlos vive con i suoi genitori), ci prepara ogni matttina la colazione, ce la fa trovare sul tavolo a me e Davog coperta da una tovaglietta pulita e stirata. che mangiate! pero insomma tutto un po surreale, i muri verde sala operatoria e le foto del papa e santini vari. brrrrr avevo i brividi!!! morelia e` carina, in piu eravamo li durante la settimana santa che qui e`uno degli eventi piu importanti dellànno. e`incredibile vedere come la vita qui giri attorno alla chiesa, non solo psicologicamente ma anche proprio fisicamente. intorno alla cattedrale cèrano centinaia di persone, venditori, musicisti, tipo una fiera.
insomma, poi e`il momento di partire per citta del messico. decido di prendere il bus piu scrauso che ci sia, per risparmiare un po, ma attenzione attenzione, la manna dal cielo! la sera prima di partire arrivano altri couchsurfers a casa del tipo che ci ospita. una e`una francese che studia in messico quindi con la sua carta studente compriamo il mio biglietto e viaggio in prima classe pagando la meta. uauuu., super comodo, il punto e`che doveva metterci 3 ore invece delle 7 ore di quello brutto. invece ce ne ha messe 6 lo stesso.
l`arrivo a citta del messico: a un certo punto guardo fuori dal finestrino  e vedo una distesa di edifici. ecco, la distesa non finisce piu da li a quando arrivo. la citta e` enorme, caotica, piena di gente da tutte le parti. una cosa incredibile. l`aria e`irrespirabile e l`inquinamento acustico e`altrettanto fastidioso. pero la citta ha qualcosa di magico, forse perche non sono mai stata in un posto cosi grande. strano perche in tutte le citta che ho visto fin`ora c`e`sempre questa aria da cittadina, pueblito dicono qui, persino a citta del messico. al di la del centro che sembra solo un calderone di turisti, venditori, casino e strade troppo grandi rispetto alla dimensione di un uomo, in altri quartieri si ritrova quella sensazione di paese di mare in luglio, con tutta la gente che cammina per strada e siede sulle panchine della piazza.
il giorno dopo il mio arrivo arriva pure Rocco, stiamo un paio di notti in ostello e poi passiamo al couchsurfing, risparmiare risparmiare!!
i tipi che ci ospitano son una coppia, lui svizzero lei messicana. simpatici e super gentili pero lui tendente all`autismo (guardacaso e`uno sviluppatore informatico) e in generale tutti e due un po scope in culo. pero ci accompagnano un po in giro, andiamo insieme a vedere la lucha che e`ancora piu incredibile che a Guadalajara perche l`arena e`enorme e la gente ci crede un casino. poi andiamo in un mercato gigantesco, tipo IL mercato di citta del messico, dove puoi camminare per ore tra le bancarelle senza che finisca mai. li ho mangiato le quesadillas piu buone della mia vita, fatte con farina di mais azzurro, che e`una specialita di mais che e`proprio azzurro/verde.
infatti il giorno dopo ho fatto la cacca azzurra aahahhahahhahhaha. finalmente ora che rocco e`qui ho qualcuno con cui condividere informazioni sullo stato delle nostre cacche, colore, forma, durezza, profumo (no no la cacca delle ragazze non puzza!)
che altro, insoma, ieri partiamo da citta del messico. autostop, perche ci piace l`avventura!
tutto liscio come l`olio, ieri pomeriggio arriviamo a Puebla che e`una citta abbastanza X ma abbastanza carina, moooolto piu tranquilla di DF quindi ci godiamo un po di calma. stiamo qui oggi e domani si riparte verso il sud, io non vedo l`ora perche da quando sono qui ho visto solo citta e ho bisogno di un po di natura selvaggia. andiamo in un posto che si chiama Santiago Apoala, che praticamente su googlemaps si vede solo cliccando suuuper zoommato. e`un paesino di circa 200 abitanti e li vicino ci sono cascate di 60m e canyon da esplorare. non vedo l`ora. ovviamente la nostra attrezzatura per una roba del genere e`pari a zero: io, scarpe birkenstock con suola risaputamente molto piatta, vecchie di otto anni e distrutte. rocco: scarpe comprate alla modica cifra di 5 euro a DF praticamente di cartone. sara da   ridere!
un ultima cosa: da quando sono qui notavo che il mio naso era particolarmente intasato di caccole e non capivo bene il perche. ma visto che sto dando la colpa di tutto quel che mi succede all`altezza, cosi ho fatto anche per le amiche caccole. mi son detta: magari l`altitudine fa condensare il muco che c`e`nel naso e forma le caccole. con rocco invece abbiamo avuto una conversazione approfondita a riguardo, sta mattina a colazione per l`esattezza, e abbiamo capito che e` l`inquinamento! solo che la gente di solito dice ´´mi e` uscito tutto nero´´ e io pensavo che uscisse un po di moccolo marroncino, invece no, si formano proprio le caccole piu  grandi e piu numerose!!
vabbe chiusa parentesi. ejejejejejjeejej
media di sigarette fumate al giorno: 2.
media di birrette bevute al giorno: 1
insoma, bene!
que les vaya bien
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